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Abuso di Energy drink e rischio cardiovascolare nei giovani

 

L’abuso di energy drink negli adolescenti può essere causa di aritmie e altri eventi cardiovascolari. È quanto emerge da articolo di recente pubblicazione sul Canadian Journal of Cardiology.

In particolare gli adolescenti non dovrebbero consumare oltre 250mL di bevanda al giorno, berla prima o durante l’attività sportive, combinarla con alcolici o droghe. Da evitare tassativamente nel caso di anomalie cardiovascolari.

Questo tipo di bibite sono diventate molto popolari al punto che oggi vengono consumate dal 30-50% dei giovani. Si stima che il 31% degli adolescenti li consumi regolarmente. Anche la combinazione con alcolici è sempre più frequente. Ad attrarre è la promessa di migliorare le performance fisiche e cognitive, grazie al loro alto contenuto in caffeina e in altre sostanze stimolanti.

Anche se la caffeina è ampiamente utilizzata e riconosciuta in genere come sicura, il suo consumo eccessivo può causare effetti avversi anche seri, specialmente in bambini, adolescenti e giovani adulti con ansia, convulsioni, agitazione, emicrania, insonnia, disidratazione, problemi gastrointestinali, aritmie e altri eventi cardiaci. In particolare è stato dimostrato che può indurre un carico cumulativo cardiovascolare e ridurre il flusso sanguigno cerebrale anche sotto stress. Da sottolineare che ben il 46% delle 5.448 overdose di caffeina segnalate negli Stati Uniti nel 2007 si è verificata negli adolescenti di età inferiore ai 19 anni.

L’uso degli energy drink è considerato un rischio potenziale per aritmie e ansia, mentre esiste una consolidate letteratura che ne dimostra il pericolo se associati ad alcolici. Tra gli effetti possibili legati all’abuso delle bevande energizzanti vengono menzionati: tachicardia, fibrillazione atriale o flutter, aritmie ventricolari, prolungamento del QT, sopraslivellamento ST, aumento di ansia e depressione, vertigini, insomnia, mancanza di respire, perdita di controllo e sensazione di morte imminente, sviluppo di fobie e paure incontrollabili, aumento dell’aggregazione piastrinica, infarto miocardico, insufficienza emodinamica, sincope, morte cardiaca improvvisa, carico cardiovascolare cumulative e riduzione del flusso ematico cerebrale.

Diventa quindi fondamentale l’azione educativa del medico sui giovani pazienti, così come su genitori e insegnanti.

 Paola Gregori

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