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A.M.A.M.I. : ANCORA FALSI NUMERI SUGLI ERRORI MEDICI

 

di Maurizio Maggiorotti, Presidente Associazione AMAMI (Associazione per i Medici Accusati di Malpractice Ingiustamente)

 

A volte basterebbe un pennarello nero… così esordisce in prima pagina su la Repubblica il giornalista Michele Bocci nell’inchiesta dedicata agli errori dei medici chirurghi. A volte, vorrei rispondere, basterebbe che un giornalista frequentasse con un pennarello in mano le corsie e le sale operatorie degli ospedali italiani per rendersi conto delle condizioni in cui operano i medici in Italia e nonostante ciò scoprire quanto sia distante la realtà da quanto si scrive. 

 

Anni fa venne divulgata con leggerezza la leggenda dei 90 morti al giorno per errore medico, etichettata poi come bufala dalla prestigiosa penna di Gian Antonio Stella. Oggi “i dati ballano” scrive Bocci riferendo che ogni anno su 4 milioni di interventi chirurgici 150 mila persone subiscono un danno a volte lieve. Quali sono le fonti aggiornate che consentono una inchiesta di questo tipo? In Italia non esiste un Osservatorio dell'errore medico, i numeri non derivano da indagini italiane. Gli unici dati reali diffusi sul fenomeno risalgono al 2010, quando, in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, noi di AMAMI abbiamo divulgato i dati raccolti in dieci anni di attività della Procura di Roma e da cui emerge che su 100 medici indagati solo 1 è colpevole e viene giustamente condannato.

 

Da diversi anni noi come AMAMI chiediamo, inascoltati, la costituzione dell’Osservatorio dell’errore e del contenzioso paziente-medico al fine di eliminare una volta per tutte la diffusione dei dati falsi sulla malpractice in sanità, per evitare inutili allarmismi e il diffondersi della medicina difensiva. 

 

Con questo non intendiamo negare gli errori compiuti effettivamente, ma il chirurgo è un uomo e può sbagliare. Questo non per giustificare la fallibilità o la trascuratezza (ma non credo si possa liquidare così anche il solo errore medico…) che a volte genera un effettivo problema, ma semplicemente per evitare che si crei un clima di vera e propria caccia alle streghe che favorisce solo gli "avvoltoi della malasanità", tale che il professionista serio debba entrare in sala operatoria armato non solo delle migliori intenzioni ma anche di elenchi di ottimi avvocati e pagando parcelle assicurative che sono cresciute in modo esponenziale. Dalla diffusione di questi dati in tanti ci guadagnano, a rimetterci sono solo i pazienti e i medici. Ma questo evidentemente poco importa. 

 

Per questo motivo AMAMI è pronta anche a denunciare alla Procura della Repubblica, per procurato allarme ingiustificato nella popolazione, chi continua a diffondere notizie false con imprudenza inammissibile.

 

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