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2% EUROPEI SCELGONO LA SIGARETTA ALTERNATIVA

Nel mondo ci sono 35 milioni di svapatori che diventeranno 55 milioni nel 2021. Almeno il 2% della popolazione europea usa prodotti alternativi alle sigarette, dalle e-cig a quelle che non bruciano, e i grandi produttori hanno investito almeno dieci miliardi di dollari negli ultimi anni nella ricerca su questi sostituti. 


Sono i numeri emersi al 6° Global Forum on Nicotine #GFN19, che si è appena concluso a Varsavia, alla presenza di oltre 500 tra specialisti, scienziati, medici e operatori del settore. Al centro del Forum gli ultimi aggiornamenti e le valutazioni sull'impatto sulla salute della nicotina nell'utilizzo di strumenti alternativi al fumo di sigaretta convenzionale. 


Di particolare interesse gli interventi degli esperti, tra cui Chris Proctor, Chief Scientific Officer di British American Tobacco (BAT) e Tim Phillips, managing director di eCigIntelligence, una autorevole struttura internazionale indipendente, che si occupa di regolamentazione e market intelligence' per il settore del vaping e tabacco riscaldato (THP), ai quali è stata posta la medesima domanda, cioè se sia corretto dire che «è meglio non fumare, se si fuma è meglio smettere, ma se non ci si riesce è comunque meglio la sigaretta elettronica di quella tradizionale», ed entrambi hanno risposto: «Assolutamente sì, da tutti i punti di vista».

L'obiettivo del Global Forum è stato di promuovere una regolamentazione efficace e proporzionata dei prodotti a base di nicotina potenzialmente più sicuri e del loro uso, confrontando i risultati proposti dai ricercatori sulla scienza in rapido sviluppo in relazione a queste nuove categorie. Interessante anche il richiamo a una regolamentazione fiscale favorevole (come quella attuata in Italia) che potrebbe consentire la crescita in Europa di un settore con grandi potenzialità per la salute pubblica. Grande interesse all'evento di Varsavia c'è stato per i risultati di uno studio, condotto da ricercatori BAT, che ha dimostrato come l'aerosol generato da prodotti a potenziale rischio ridotto (PRRP), come quelli da vaping e a tabacco riscaldato, causi una notevole riduzione della decolorazione sullo smalto dei denti, su pelle, panno e carta da parati di quanto non faccia il fumo delle sigarette convenzionali. 


«La mancanza di combustione e le emissioni tossiche significativamente ridotte di glo rispetto alle sigarette tradizionali implicano anche che ci siano meno residui e meno odore. Questo riflette la considerazione per gli altri da parte di coloro che lo usano», ha detto John McAughey, principal scientist della BAT per la scienza aerosol.

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